Ferite del nostro tempo

 
Ferite del Nostro Tempo è un progetto artistico e di ricerca che nasce dall’osservazione dei resti.
Plastiche comuni, frammenti industriali, oggetti senza valore tornano dal mare come tracce di un tempo che fatica a riconoscersi.
Non vengono trasformati per abbellire, né per rassicurare.
Restano ciò che sono: materia segnata, consumata, sopravvissuta.

Una ricerca sulla materia, non sul messaggio

Il progetto non intende spiegare né denunciare.
Non costruisce narrazioni didascaliche, non propone soluzioni, non cerca consenso.

La plastica diventa archivio materiale del presente:
un residuo che racconta abitudini, eccessi, incuria, durata.

Ogni opera nasce dall’incontro diretto con la materia, dal suo limite fisico e dalla sua resistenza.


Metodo

Il lavoro segue un processo lento e manuale:
raccolta, selezione, lavaggio, osservazione, composizione.

Non esiste un risultato previsto.
L’opera emerge nel dialogo continuo tra gesto e materia, tra istinto e sottrazione.

La varietà formale non è una scelta estetica, ma la conseguenza diretta di ciò che il mare restituisce.


Uno sguardo aperto

Ferite del Nostro Tempo non offre risposte.
Invita a fermarsi, a osservare, a confrontarsi con ciò che resta.

Se genera disagio, silenzio o domande aperte, ha già assolto alla sua funzione.